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EEE – Extreme Energy Events

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In alcuni casi, vi sono gruppi (clusters) di telescopi ravvicinati. Ogni telescopio è costituito da tre camere MRPC (Multigap Resistive Plate Chambers), del tutto simili a quelle utilizzate nel sistema per la misura del tempo di volo all'esperimento ALICE, installato presso il Large Hadron Collider (LHC) del CERN. In aggiunta al suo obiettivo scientifico, l'aspetto innovativo del Progetto consiste nel ruolo primario che viene assegnato a studenti e docenti delle Scuole coinvolte. Squadre di docenti e studenti, affiancati da personale di Enti di Ricerca, provvedono al compito fondamentale di costruire i rivelatori MRPC in laboratori messi loro a disposizione presso il CERN, in maniera da renderli protagonisti dell'intera procedura di assemblaggio. I rivelatori MRPC vengono poi trasportati nelle scuole, dove sono montati in telescopi, la cui manutenzione e presa dati sono nuovamente compito degli studenti, assistiti dai loro insegnanti. In Figura è riportata l’ottima precisione temporale ottenuta con questi telescopi, un risultato che permette una forte reiezione dei fondi nell’analisi dei raggi cosmici.


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I dati raccolti sono trasferiti presso il centro di calcolo del CNAF dell'INFN a Bologna e qui ricostruiti e resi disponibili ai ricercatori, docenti e studenti coinvolti nel Progetto. Un sistema sofisticato di monitoring (http://eee.centrofermi.it/monitor) permette di intervenire in tempi rapidi quando un problema viene individuato in una particolare stazione della rete. La presa dati di EEE si concentra nei periodi scolastici da ottobre a giugno, anche se numerosi Istituti Solastici riescono a essere operativi anche durante i periodi di vacanze. Dal 2015 la raccolta di dati è organizzata in "Run" annuali e, con l’attuale Run III, si supereranno i 45 miliardi di tracce ricostruite. Alla fine del 2016, la rete di telescopi EEE era costituita da 46 stazioni ospitate in altrettante Scuole, più altre 4 in Sezioni INFN e Dipartimenti di Fisica, e 2 al CERN. Altre 50 Scuole aderiscono al Progetto analizzando i dati e partecipando a tutte le iniziative collegate (masterclasses, incontri, visite, stages, ecc.). In particolare, una volta al mese tutte le Scuole EEE (http://eee.centrofermi.it/scuole) si collegano in videoconferenza per discutere lo stato del Progetto e i lavori eseguiti dagli studenti. Ogni anno viene organizzata anche una conferenza di Progetto che prevede la partecipazione di persona di studenti e docenti delle Scuole. Sono numerose le Scuole che hanno inserito il Progetto nell’ambito dell’Alternanza Scuola Lavoro prevista dal Ministero. La rete EEE è in continua crescita e, grazie anche ai fondi legati ai finanziamenti Premiali, almeno altri 20 telescopi verranno costruiti e installati nel prossimo triennio. La localizzazione delle nuove stazioni viene fatta in maniera da garantire un'adeguata copertura del territorio nazionale, costituendo nuovi clusters di telescopi dove non erano presenti o potenziando quelli già esistenti. Come sta già accadendo in numerosi laboratori internazionali (NASA, CERN, ecc.), anche il Progetto EEE del Centro Fermi ha intrapreso un’attività per la creazione di un Open Data Source che permetterà a chiunque fosse interessato (ricercatori, appassionati o studenti) di accedere a una parte dei dati. Il Progetto, essendo un esperimento scientifico, nel prossimo triennio proseguirà diverse ricerche legate ai raggi cosmici: coincidenze fra telescopi per la misura di energia degli sciami e per possibili correlazioni tra sciami a grande distanza (sino a centinaia di km), studio dell'anisotropia della radiazione cosmica, studio del decadimento dei muoni, studio delle diminuzioni del flusso di raggi cosmici galattici (dette diminuzioni Forbush) legate a eruzioni solari con emissione di massa coronale e conseguenti disturbi geomagnetici.


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Sono iniziati anche contatti con Istituzioni internazionali per uno studio di correlazione tra raggi cosmici e le proprietà dell’atmosfera (Università di Santiago de Compostela) e per la misura di flussi di radiazioni al Polo Nord (CERN, Ginevra). Recentemente è iniziato uno studio con il laboratorio EGO (European Gravitational Observatory), a Pisa, per l’intallazione di due telescopi che, oltre agli aspetti didattici legati alla scuole vicine, dovrebbero permettere un ulteriore controllo dei fondi per i segnali di onde gravitazionali.

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