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News

Fino al 15 giugno si protrae la mostra fotografica “82°07’ Nord” allestita presso l’Università Europea, a Roma: oltre 30 bellissime immagini stampate su metallo in grande formato restituiscono lo spettacolare ambiente artico fino ai confini della banchisa polare, raggiunta dalla Nanuq alla latitudine record di 82°07’ Nord, dove Polarquest ha effettuato per la prima volta nella storia campionamenti di microplastiche e misure del flusso di raggi cosmici. Completano la mostra video eccezionali da drone e dimostrazioni della modellizzazione 3D delle zone a Nord e Nord-Est delle Svalbard, che furono teatro della tragica spedizione del Dirigibile Italia 90 anni fa. Il vernissage ha luogo lunedì 27 maggio, alle ore 11, in presenza dei discendenti dei membri dell’equipaggio del Dirigibile Italia e degli autori delle fotografie a bordo di Nanuq durante la spedizione Polarquest2018. Il professor Gianluca Casagrande, dell’Università Europea di Roma (Laboratorio Greal) e partecipante scientifico alla spedizione Polarquest2018, illustra gli ultimi risultati del progetto di ricerca “AURORA”, prima cartografia in 3D e alta risoluzione realizzata mediante droni su coste e isole dell’arcipelago delle Svalbard a Nord dell’80esimo parallelo.

Lunedì 27 maggio a Roma, presso la Biblioteca centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche “G. Marconi” (Piazzale A. Moro) Giuseppe Biagi jr e Gerardo Unia presentano il loro libro “Ritorno al Polo Nord. La Tenda Rossa 2.0”. Numerose storie sconosciute e documenti inediti si aggiungono a una parte del testo de “Il Prefetto dei Ghiacci” (scritto da Gerardo Unia nel 2015) grazie al prezioso contributo di Giuseppe Biagi jr, il nipote del radiotelegrafista della Tenda Rossa, studioso della storia della sfortunata impresa polare e custode di documenti e ricordi del leggendario nonno. Unia e Biagi junior hanno voluto omaggiare ancora una volta la radio Ondina che ha consentito il coordinamento ed il salvataggio dei sopravvissuti, raccoglie il diario di Giuseppe Biagi jr che ha reso “social” il racconto dei 49 giorni sul pack. Il libro fa riferimento anche alla spedizione Polarquest2018 che, in occasione dei 90 anni del volo transpolare di Nobile, ha voluto unire all’intensa attività di ricerca scientifica organizzata a bordo della barca a vela Nanuq, anche momenti di commemorazione della tragedia del Dirigibile Italia, raggiungendo le coordinate geografiche del primo SOS lanciato dalla Tenda Rossa (81°14’ N, 25°25’ E), in pieno Oceano Artico, dove la Tenda Rossa rimase alla deriva tra i ghiacci per 49 giorni. L’evento è moderato dal professor Antonio Ventre, direttore del Museo Nobile di Lauro. Viene proiettato un filmato inedito sulle commemorazioni svolte la scorsa estate con Polarquest2018 alle Svalbard, rispettivamente sul luogo da cui partì il dirigibile Italia, in presenza dei discendenti, e in pieno Oceano Artico, sul punto da cui fu lanciato il primo SOS dal radiotelegrafista Giuseppe Biagi dopo la caduta del Dirigibile Italia sui ghiacci: 81°14’N 25°25’ E.

Link all’evento

TendaRossa

Modeling the brain and its pathologies

Course Directors: Egidio D'Angelo, Claudia Gandini Wheeler-Kingshott, Viktor Jirsa
Date: 27th August – 1st September 2019
Ettore Majorana Foundation and Centre for Scientific Culture, Erice (Italy)

The 2019 Course of the school of brain cells and circuits will be dedicated to modelling the brain and its pathologies. Modelling local microcircuits properties as well as large scale network properties is essential to understand how the brain works. The complexity of the brain requires all different modelling strategies to deal with both the complexity of its physiology and biology as well as with the large data generated by current imaging techniques. The problem therefore requires understanding local microcircuits as well as global network behaviours. The course will conclude by discussing the impact of artificial intelligence and robotics for modelling brain function and dysfunction.

How to apply - Programme 2019

Immagine

Andrea Pallottini, assegnista di ricerca del Centro Fermi, attraverso il progetto individuale CORTES (Cosmological Radiative Transfer in Early Structures), ha ottenuto l'approvazione di "SERRA: Zooming-in galaxy evolution: from cosmology to molecular clouds" come progetto di classe B al CINECA. Pallottini è l'investigatore principale del progetto e beneficerà del contributo di membri della Scuola Normale Superiore e dell'Università di Gottingen. Il progetto permetterà di fare progressi nello studio delle galassie primordiali e del ruolo della radiazione nella loro formazione, attraverso simulazioni cosmologiche ad alta risoluzione che mirano a risolvere l'evoluzione idrodinamica, della radiazione e della chimica di questi oggetti. Con un allocazione di circa due milioni di ore di calcolo, sarà possibile realizzare multiple galassie con ambienti di formazione variegati e studiare le diverse storie di evoluzione e caratteristiche di emissione, in modo da potersi confrontare con le osservazioni disponibili ottenute da telescopi già operativi (e.g. HST, ALMA) e per le predizioni per telescopi di futura generazione (e.g. JWST, SPICA), in modo da raggiungere una più solida conoscenza dei processi fisici in atto nelle galassie primordiali.

 

Foto CORTES

Il 27 Aprile 2019 il sito Business Insider dedica uno spazio (https://it.businessinsider.com/una-ricerca-italiana-ha-scoperto-come-funzionano-e-come-dialogano-tra-loro-i-network-del-cervello/) ai recenti risultati di Ricerca pubblicati su Neuroimage (doi: 10.1016/j.neuroimage.2018.06.006) nell’ambito del progetto TNEU, dove trova largo spazio lo studio della connettività funzionale del cervello tramite Imaging di Risonanza Magnetica funzionale (fMRI). Lo studio della connettività funzionale ha recentemente catalizzato l’attenzione nel campo dell’esplorazione della funzione cerebrale e, ad oggi, è una delle più popolari aree di ricerca nel campo delle neuroscienze. In particolare, l’fMRI studiando indirettamente ed in modo non invasivo l’attività cerebrale nell’uomo, ha recentemente chiarito come questa incessante attività è niente affatto casuale, bensì organizzata in network specifici, la cui continua cooperazione è fondamentale per lo svolgimento delle funzioni cognitive di base e superiori. Inoltre, è stata dimostrata l’esistenza di alcuni network la cui connessione è alterata dall’invecchiamento o dalla malattia.
I risultati di questo recente studio, in collaborazione con la Fondazione Santa Lucia di Roma, L’Università di Cardiff e l’Università del Minnesota, mostrano che la comunicazione tra i diversi network aumenta durante lo svolgimento di un compito di memoria ma rimane topologicamente vincolata a percorsi comunicativi già esistenti. Questi risultati confermano ancora una volta che la comprensione del funzionamento dei network cerebrali è fondamentale per definire la funzionalità cerebrale e può contribuire alla comprensione dei possibili cambiamenti indotti da patologie neurodegenerative ed invalidanti, come la malattia di Alzheimer. Sapere come l’attività cerebrale venga modificata da tali malattie può aiutare a definire i principi alla base di processi molto importanti, come la neuro plasticità, cioè il processo che, metaforicamente, permette di spostare il traffico delle comunicazioni da linee che potrebbero essere interrotte a causa della malattia, su linee normalmente meno percorse, ma funzionanti, per fare in modo che le informazioni viaggino comunque. La conoscenza di cosa avviene al traffico di informazioni durante la malattia e dei vincoli intrinseci rivelati dallo studio in questione costituiscono la base per lo sviluppo di farmaci e piani terapeutici adatti a ritardare o fermare la progressione delle malattie neurodegenerative.

Figura NEWS RISONANZA MAGNETICA FUNZIONALE

 

 

Il 28 marzo 2019, nella splendida cornice di Erice, la Fondazione “Ettore Majorana” e Centro di Cultura Scientifica (FEMCCS) ha ospitato la prima giornata di studio dedicata al Progetto Lilibeo. Il progetto nasce da una collaborazione che vede coinvolti il Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche "Enrico Fermi" (Centro Fermi), il Polo Regionale di Trapani e Marsala per i Siti Culturali, il Museo Archeologico Regionale Lilibeo di Marsala, la Scuola Normale Superiore di Pisa, l'Università e l’INFN di Bologna, l'Università di Roma Tor Vergata e l'Università di Ginevra. Il Progetto propone indagini archeologiche con una sinergia tra tecniche innovative di analisi chimico-fisica e lo sviluppo di simulazioni grafiche 3D.
Saranno due i filoni principali che lo contraddistingueranno:
- l'archeologia subacquea e navale,
- l’archeologia urbana e funeraria.

Le analisi diagnostiche, assolutamente non invasive e non distruttive, saranno effettuate in situ sui reperti conservati presso il Museo Archeologico di Lilibeo e su reperti provenienti dagli scavi attualmente in corso nel confinante Parco Archeologico. Sono previste sia l’analisi dei materiali tramite spettroscopia a raggi X e Raman sia quella della struttura interna dei manufatti tramite tomografia a raggi X. Questo permetterà, ad esempio, una caratterizzazione comparativa dei materiali, dei pigmenti e delle tecniche pittoriche e costruttive.

Indissolubilmente legata alla Sicilia e a Lilibeo, è la figura dell’eminente archeologo Sebastiano Tusa, recentemente scomparso nel tragico incidente aereo del 10 marzo scorso. Tusa aveva dedicato la sua vita allo studio e alla valorizzazione della ricchezza archeologica e culturale della sua Sicilia, con un impatto particolarmente profondo nell'ambito dell'archeologia marina subacquea. Era stato infatti il primo Sovrintendente del Mare nominato dall'Assessorato dei Beni Culturali della Regione Sicilia e successivamente Assessore ai Beni Culturali.

Per onorare la memoria di Sebastiano Tusa, il Centro Fermi, nel suo Consiglio di Amministrazione del 29 marzo scorso, ha istituito il Premio “Sebastiano Tusa” rivolto a un giovane ricercatore che si sia distinto nel campo dell'archeologia o dell’archeometria marina e subacquea.

FOTO ERICE

 

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00184 Roma (Italy)

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